BLOG

QUI TROVERAI UN MODO DIVERSO DI GUARDARE IL CIBO. NON LA DIETA PERFETTA.

In queste pagine condivido il mio modo di vedere la nutrizione: senza estremismi, senza sensi di colpa e con tanta curiosità verso quello che il nostro corpo ci racconta. Ti parlerò del metodo #lagiustaviadimezzo, delle persone che incontro ogni giorno nel mio lavoro e, quando servirà, anche della mia esperienza. Capire il perché delle cose è il primo passo per cambiare davvero.

Perché è nata #lagiustaviadimezzo

Se qualche anno fa mi avessi chiesto se avessi mai seguito una dieta, ti avrei risposto di no. O almeno, avrei creduto fosse così.

Perché non avevo mai iniziato un percorso con un professionista. E pensavo fosse merito di mia madre, che non voleva farmi sentire “diversa”. Lei aveva sempre sofferto per il suo corpo e non desiderava che io vivessi lo stesso rapporto difficile con il mio. Eppure, a pensarci bene, di diete ne avevo fatte.

Le prime erano quelle che faceva lei. Ti ricordi la Weight Watchers? Ecco, proprio quella. Una sua amica partecipava agli incontri e le passava tutto il materiale. Così quelle regole sono entrate anche nella mia vita.

Il punto è che io non avevo chiesto di seguirle. Non avevo espresso il desiderio di dimagrire. Era stata mia madre a decidere che ne avevo bisogno.

Ricordo ancora quelle colazioni con una tazza di latte e tre biscotti. Tre. Non uno di più. Anche quando avevo fame. Non era tanto la fame a pesarmi. Era il sentirmi dentro un limite che non avevo scelto.

Negli anni ho provato anche i pasti sostitutivi e la dieta Dukan. Nel primo caso mi raccontavo che fosse per praticità: lavoravo come informatore medico scientifico e spesso saltavo il pranzo. In realtà speravo semplicemente di perdere peso, perché i vestiti che mi piacevano iniziavano a non starmi più.

La Dukan, invece, l’ho iniziata perché il mio fidanzato la stava facendo. Perdeva peso e insisteva perché la seguissi anch’io. Sono durata tre giorni. Mi sentivo costretta. E oggi so perché: non era una scelta mia.

In quegli anni sapevo già di avere la PCOS. Eppure nessuno mi spiegò che l’alimentazione poteva fare la differenza. Nessuno mi parlò del carico glicemico dei pasti. Nessuno mi aiutò a capire quali strategie potessero farmi stare meglio. L’unica risposta era la pillola.

Quando poi ho iniziato a lavorare nel mondo della nutrizione, ho deciso di fare una cosa diversa. Non ho rivoluzionato tutto da un giorno all’altro. Anzi. L’idea di cambiare completamente alimentazione mi metteva ansia.

Così ho iniziato con piccoli passi. Una modifica alla volta. Osservavo come mi sentivo. Se funzionava, facevo un passo in più. Se non funzionava, cercavo un’altra strada.

È così che, quasi senza accorgermene, sono cambiata. Mai avrei pensato, ad esempio, di ridurre così tanto i formaggi… io che avevo vissuto tre anni in Francia!

Quando ho iniziato a seguire le mie pazienti, mi sono resa conto che proponevo lo stesso approccio anche a loro. Niente rivoluzioni. Niente perfezione. Solo cambiamenti possibili.

E, durante le visite, mi sentivo ripetere sempre la stessa frase: “Troviamo una via di mezzo.” L’ho detta così tante volte che, a un certo punto, ho capito che non era solo un modo di dire. Era il mio modo di vedere la nutrizione.

È da lì che è nato tutto. Il mio mantra: La dieta è #lagiustaviadimezzo tra privazione e abbuffata. Poi è arrivato il libro. Poi il metodo. E oggi questo sito.

Perché, se c’è una cosa che la mia storia mi ha insegnato, è che il cambiamento non nasce dalle regole perfette.

Nasce da un’alimentazione che riesci a far entrare davvero nella tua vita.

Questo blog nasce proprio per questo: condividere quello che avrei voluto sapere io quando cercavo una soluzione. Se la mia storia ti ha ricordato un pezzo della tua, credo che qui ti sentirai a casa.

0 comments

Uniscitior login to leave a comment